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L'UE rafforza le sanzioni contro la Siria. Si discute il riconoscimento dell'opposizione

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L'UE rafforza le sanzioni contro la Siria. Si discute il riconoscimento dell'opposizione

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L’Unione europea ha approvato nuove e piu’ dure sanzioni contro la Siria. A Bruxelles i ministri degli esteri europei cercano di tagliare i finanziamenti dal regime di Bachar al Assad, attraverso il congelamento dei beni della banca centrale siriana, e l’embargo sul commercio di metalli preziosi, come oro e diamanti.

Esclusa per il momento l’ipotesi di un intervento militare, il ministro degli esteri olandese Uri Rosenthal, parla piuttosto di un missione di mantenimento, “ma questo – ha sottolineato- implica che ci sia già la pace, quindi la priorità è di fermare la violenza in Siria”.

Le trattative diplomatiche sono in una fase di stallo. Venerdi’ il meeting di Tunisi degli “Amici della Siria” si è concluso senza un completo riconoscimento dell’opposizione siriana.

“Non abbiamo ancora ancora avuto discussioni formali sul riconoscimento dell’opposizione- spiega l’Alto Rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton. Stiamo lavorando con tutte le parti per trovare una soluzione”

E’ il dodicesimo pacchetto di sanzioni approvato dai ministri europei contro Damasco. L’Italia ha chiesto di lanciare una tregua umanitaria, una proposta che deve essere presentata al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Sebbene l’Unione europea si sia impegnata a fianco della popolazione siriana contro il regime del presidente Assad, è difficile vedere come possa mantenere gli impegni senza il riconoscimento dell’opposizione siriana. Secondo il Ministro degli Esteri italiano, l’Europa riconoscerà come interlocutore il Consiglio Nazionale Siriano, nelle conclusioni del vertice questo pomeriggio.