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Spagna: marito dell'Infanta Cristina a processo, storia di una caduta

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Spagna: marito dell'Infanta Cristina a processo, storia di una caduta

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La vicenda ha messo in grande imbarazzo la monarchia spagnola, che storicamente ha sempre goduto di un livello di rispetto e privacy invidiabili, fino a ieri, per i Windsor.

La pietra dello scandalo è il genero di Juan Carlos, Inaki Urdangarin, marito della più piccola delle figlie del sovrano.

Per il popolo spagnolo è stato quasi uno shock associare la faccia da bravo ragazzo dell’ex campione olimpico di pallamano, a un’inchiesta per corruzione e storno di milioni di euro pubblici.

Il fatto risale agli anni tra il 2004 e il 2006, quando il Duca di Palma presiedeva una fondazione non-profit, la Noos, impegnata in eventi turistici e sportivi per i governi regionali delle Baleari e Valencia.

In particolare è balzata agli occhi degli inquirenti una somma di 2,3 milioni di euro fatturati dalla Noos per l’organizzazione di due conferenze, di cui la metà sono finiti nelle casse di imprese dirette da Urdangarin o suoi soci.

Le prime scosse sismiche del terremoto che ha travolto la Casa reale, potrebbero già risalire al 2006. Dall’inchiesta è emerso che proprio Juan Carlos persuase il genero a rinunciare agli affari in Spagna e a trasferirsi con la sua famiglia a Washington, per assumere l’incarico di consulente di Telefonica.

Un esilio volontario o indotto, che fu l’inizio di una lenta caduta in disgrazia, culminata lo scorso dicembre, quando Palazzo reale annunciò che il Duca era sospeso dagli impegni ufficiali della famiglia a causa del suo comportamento “non esemplare”.

Tuttavia l’opinione pubblica si chiede: l’Infanta poteva non sapere? Cristina è infatti co-propietaria di Aizoon, una delle compagnie finite sotto inchiesta.

Nell’attesissimo discorso di Natale, il sovrano ha ostentato serenità, ricordando che “fortunatamente viviamo in uno Stato di diritto e qualsiasi azione riprovevole deve essere sottoposta a giudizio e punita secondo la legge. La giustizia è uguale per tutti”.

Sull’onda di questo scandalo, per la prima volta dal 1979, la famiglia reale a dicembre ha reso pubblici gli stipendi dei reali.

Un’operazione trasparenza dell’ultimo minuto per Juan Carlos, a due mesi dalla cruciale udienza del genero a Palma de Mallorca.

Come sono cambiati i rapporti tra la Famiglia reale spagnola, i media e il popolo?

Euronews lo ha chiesto ad Antoni Gutiérrez-Rubì, consulente della comunicazione, analista politico e collaboratore dei principali giornali spagnoli.

Antoni Gutierrez Rubì:
La Famiglia reale era ritenuta “intoccabile” per la gratitudine della società spagnola nei confronti della posizione che il re aveva assunto durante il 23F, cioé il tentativo di golpe del 23 febbraio 1981. E anche perchè la monarchia è legata alla restaurazione della democrazia.
Ma 30 anni dopo, la società democratica spagnola, ormai matura, ha capito che la monarchia non è così cristallina, che non è molto aperta nei confronti della società e che possiede un’ampia gamma di privilegi che la collocano molto lontano da qualunque altra istituzione politica e democratica in Spagna.

Francisco Fuentes, euronews:
Nel suo tradizionale discorso natalizio, il re ha dichiarato che la giustizia è uguale per tutti. Quest’affermazione era necessaria, ma per molti non ha significato abbastanza. Stava forse tentando di nascondere la gravità della situazione?

Antoni Gutiérrez-Rubì:
No, penso che abbia affrontato la situazione in modo semplice e diretto, ma in qualche modo timido. Sono dell’opinione che molta gente in Spagna pensi che il re fosse consapevole delle attività di suo genero o della vita che sua figlia conduceva col proprio marito.
Penso che abbia deluso le aspettative. Gli sono mancati la determinazione e il coraggio di scusarsi pubblicamente, di esprimere dolore e rimorso di fronte al fatto che i suoi cittadini possano aver pensato che un membro della Famiglia reale, anche se si trattava di suo genero, abbia avuto dei privilegi o assunto un atteggiamento non molto etico, nè responsabile.

euronews:
Quali conseguenze potrebbe avere il processo sulla monarchia, qualunque sia la sentenza?

Antoni Gutiérrez-Rubì:
Prima di tutto, dobbiamo valutare le conseguenze per la coppia formata dall’Infanta Cristina e Urdangarin.

Se questi verrà condannato, l’Infanta probabilmente dovrà rinunciare ai diritti dinastici e reali.
Non ha scelta.
Dovrà divorziare da suo marito o fare a meno dei diritti di cui gode la monarchia.
Difficilmente ci sarà un’altra via d’uscita e se l’Infanta non si assume le proprie responsabilità di fronte a una sentenza che potrebbe condannare suo marito, dubito che questo potrà essere capito o giustificato.

A quel punto, la Famiglia reale, in questo caso il re, dovrà scusarsi pubblicamente perchè un membro della sua famiglia ha abusato del nome dell’Istituzione e di ciò che rappresenta per trarne un profitto personale in modo illegale. Naturalmente potrebbero anche esserci delle conseguenze penali.