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Sindaco NY: "Controllo della polizia su comunità musulmana legale e adeguato"

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Sindaco NY: "Controllo della polizia su comunità musulmana legale e adeguato"

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È dibattito aperto a New York sull’operato della polizia, dopo che i media hanno rivelato operazioni di spionaggio sulle comunità musulmane della città. Il dipartimento antiterrorismo si è spinto fuori dai confini, per controllare moschee e università anche in alcuni Stati limitrofi, in particolare nel New Jersey.

“Tutto quello che ha fatto la polizia di New York è non solo legale, ma anche appropriato e costituzionale” giustifica così Michael Bloomberg, sindaco di New York. “Hanno il permesso di oltrepassare i confini della città per investigare. Possono guardare su siti internet e in televisione per individuare indizi di attività illegali. Noi non colpiamo gli individui sulla base della razza o della religione”.

Per molti rappresentanti del mondo musulmano, si tratta invece di una grave violazione delle libertà civili.

Mohamed El Filali, centro islamico della contea di Passaic, New Jersey:

“È anticostituzionale, e antiamericano. Ovviamente, sono d’accordo che si indaghi, se ci sono degli indizi”.

Tra le operazioni condotte dalla polizia, una mappatura dei luoghi di culto e delle attività economiche in mano a musulmani.
Questo fedele della moschea Omar, nel New Jersey, si dice violato.

“Nessuno ha il diritto di invadere la mia privacy, e loro lo hanno fatto. Per quanto mi sarà possibile, voglio che tutto questo finisca, e che coloro che hanno portato avanti queste attività ne rispondano davanti alla legge”.

Le autorità di New York difendono la scelta di monitorare in particolare la zona del New Jersey, dove fu costruita la bomba esplosa nel 1993 al World Trade Center.