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Afghanistan: Isaf ritira soldati da ministeri

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Afghanistan: Isaf ritira soldati da ministeri

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Le urla della folla si alternano all’esplosione dei proiettili. I roghi delle copie del Corano, avvenuti nella base militare statunitense di Bagram per ordine di un ufficiale, continuano a infiammare l’Afghanistan.

Le scuse offerte da Barack Obama al presidente Hamid Karzai non sono bastate. Dovunque nel Paese si registrano assalti ai simboli dell’occupazione occidentale.

Il generale John Allen, capo del contingente Isaf ha dato l’ordine di ritirare tutto il personale in servizio nei ministeri, dopo che a Kabul, un agente di polizia ha aperto il fuoco negli uffici del ministero dell’Interno uccidendo due militari statunitensi. I taleban hanno rivendicato l’attacco.

Almeno tre sono i morti a Kunduz, nel nord, dove la folla ha cercato di dare l’assalto alla locale sede dell’Onu.

Nella provincia di Laghman – riferiscono fonti mediche – un fitto lancio di pietre contro la sede del governo ha fatto 1 morto e 18 feriti.

Circa 40 persone hanno perso la vita da martedì scorso. Mentre il mullah della moschea di Wazir Akbar Khan a Kabul rincara la dose: “chi ha bruciato il Corano deve essere giustiziato in pubblico”.