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Libano, rifugiati siriani chiedono corridoio umanitario

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Libano, rifugiati siriani chiedono corridoio umanitario

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Centinaia di chilometri di frontiera porosa separano la Siria dal Libano. Da quando il regime di Damasco ha intensificato la sua offensiva contro la ribellione interna, un flusso costante di rifugiati ha varcato il confine: un migliaio solamente nell’ultimo mese.

Nel Libano settentrionale, vivono accampati in sistemazioni di fortuna. Alcuni sono qui da mesi, senza sapere se e quando potranno fare ritorno a casa. Rana Haju e i suoi figli vengono da Homs, la città su cui infuriano i bombardamenti delle forze siriane.

“Chiediamo che i paesi occidentali impongano sanzioni contro il regime di Assad, vogliamo che il presidente si dimetta. Non ne possiamo più della repressione. E’ da sette mesi che sono qui, senza sapere niente della mia famiglia rimasta in Siria. Mi auguro di poter ritornare, un giorno”.

Chi è fuggito, ricorda che nelle città siriane sotto attacco manca tutto, compresi i medicinali.

“E’ necessario che venga creato un corridoio umanitario e serve del personale medico”, sostiene Un Mohammed, scappata insieme al marito e a cinque figli. “Molti ospedali vengono utilizzati come prigioni – aggiunge – e i feriti sono curati dove capita. Bisogna pensare a tutto questo”.