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Stop alle violenze in Siria. L’ultimatum arriva dai ministri degli esteri di circa 60 tra paesi ed organizzazioni internazionali riuniti a Tunisi per l’attesa conferenza degli “amici della Siria”.

Aiuti umanitari, nuove sanzioni contro il regime di Bashar al-Assad, l’istituzione di una forza di pace araba: numerose le proposte al vaglio delle diplomazie che sono alla ricerca di una soluzione condivisa anche da Russia e Cina, grandi assenti al vertice tunisino.

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato duramente Assad e le sue forze di sicurezza.
Rivolgendosi direttamente ai soldati dell’esercito regolar, la signora Clinton ha affermato che la repressione condotta sui civili, su sorelle e fratelli siriani, è una macchia sul loro onore e che il rifiuto di condurre questi attacchi li renderebbe eroi agli occhi del mondo.

In una conferenza stampa congiunta, il ministro degli esteri Saudita criticando l’inefficacia del summit si è espresso a favore dell’idea di armare gli oppositori al regime di Assad.

Manifestazioni si sono susseguite pro e contro il presidente siriano. A Tunisi si doveva tracciare una prima road map per il futuro della Siria, ma i risultati sono stati interlocutori.
Tra tre settimane il gruppo “amici della Siria” tornerà a riunirsi ad Istanbul.

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