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Iran tra esercitazioni militari e campagna elettorale

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Iran tra esercitazioni militari e campagna elettorale

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L’esercito iraniano prosegue le proprie esercitazioni. Il ministero della Difesa di Teheran ha fatto sapere che nel Paese i radar sono in grado di individuare e identificare ipotetici aerei nemici mentre le unità di artiglieria riuscirebbero eventualmente a colpirli.

Ma Ahmad Vahidi, ministro della Difesa iraniana, preferisce smorzare i toni: “La repubblica islamica non ha mai voluto la guerra a non è mai entrata per prima in guerra ma ha sempre detto che, in caso di attacco da parte dei nemici, si difenderà in modo forte”.

Parole che non tranquillizzano. Almeno non Yuval Steinitz, ministro delle Finanze israeliano, convinto che il regime di Teheran stia mettendo a punto missili in grado di minacciare non solo il suo Paese ma anche Europa e perfino Stati Uniti: “Stanno lavorando e stanno investendo diversi miliardi di dollari per sviluppare missili balistici intercontinentali. Stimiamo che in due, tre anni l’Iran riuscirà ad avere i suoi primi missili balistici intercontinentali che potranno raggiungere la costa orientale dell’America”.

Se la questione degli armamenti e delle centrali nucleari resta al centro della scena internazionale, in Iran si è aperta ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni legislative in programma il due marzo. Si tratta del primo voto dopo la contestata rielezione del presidente Ahmadinejad nel 2009. I conservatori dovrebbero assicurarsi la maggioranza dei seggi all’Assemblea. Anche a causa della frammentazione delle forze d’opposizione.