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Siria: giornalisti stranieri uccisi a Homs

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Siria: giornalisti stranieri uccisi a Homs

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Homs vive un nuovo giorno di assedio, mentre arriva la notizia dell’uccisione di giornalisti, anche stranieri. Secondo alcune fonti, inoltre, i residenti della città ribelle siriana starebbero negoziando un cessate-il-fuoco con le forze di Bashar al-Assad.

Marie Colvin, 55 anni, americana, lavorava per il Sunday Times. Remi Ochlik, 28, era fotografo francese free-lance. Da anni erano in prima linea nelle zone di guerra. Sono morti a causa di una bomba caduta su un centro stampa allestito dai ribelli di Bab Amro, assediato dal 4 febbraio scorso. Altri giornalisti occidentali sono rimasti feriti.

Qui è rimasto ucciso anche Rami al-Sayed. Un video diffuso su internet, stavolta, mostra il suo corpo. Era stata una figura chiave di quel giornalismo partecipativo che ha trasmesso alcuni dei video più crudi dal quartiere di Homs.

Mentre la Croce Rossa internazionale chiede uno stop delle ostilità per permettere di assistere abitanti e feriti, sul fronte diplomatico si prepara la conferenza sulla Siria in Tunisia, in programma venerdì.

Gli Stati Uniti puntano a dare il via a un piano per la Siria, dopo il veto russo in sede Onu. E non escludono la possibilità di armare gli oppositori, ai quali sembrano unirsi sempre più transfughi delle forze di Assad. Secondo stime del ministero degli Esteri turco, sarebbero già circa 40.000, su 270.000.