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Russia, elezioni: Zhirinovski il provocatore

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Russia, elezioni: Zhirinovski il provocatore

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“Zhirinovski, e sarà meglio”: è lo slogan elettorale del leader ultranazionalista russo, che per la quinta volta è entrato con tutta la sua violenza verbale e gestuale nell’agone politico delle presidenziali del 4 marzo.

Zhirinovski è il cognome della madre, che ha preferito a quello del padre ebreo, Eidelstein.

È negli anni Novanta che, dopo essere stato nel KGB, fonda il populista partito Liberal-Democratico.

La sua politica del pugno duro in patria e dell’interventismo militare, viene spesso accusata di antisemitismo e omofobia.

Vladimir Zhirinovski è amico personale del leader del Front National francese Jean-Marie Le Pen, e ha nel suo passato anche un forte legame con Saddam Hussein.

Ama apparire circondato da donne. La sua immagine machista lo ha portato spesso allo scontro fisico, oltre che verbale, con i suoi avversari politici.

Si è guadagnato una citazione persino dal favorito Vladimir Putin, che ha ripreso la sua proposta di aiutare l’Unione Europea a uscire dalla crisi economica, in cambio dello scioglimento della Nato.

Tra le sue famose trovate elettorali, la creazione di un gelato che porta il suo nome e di un profumo. Ha scritto e cantato una canzone autobiografica, ha promesso una distribuzione di vodka gratuita in caso di vittoria.

Il suo partito oggi rappresenta la quarta forza politica alla Duma.

Alle ultime presidenziali, nel 2008, ha ottenuto il 9,4% dei voti. Una notevole rimonta rispetto al magro risultato del 2,7% che conseguì nel 2000.