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Corano distrutto: seconda giornata di rivolta in Afghanistan

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Corano distrutto: seconda giornata di rivolta in Afghanistan

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Il Corano distrutto in una base militare statunitense scatena una seconda giornata di rivolta in Afghanistan. Decine di persone sono rimaste ferite – e almeno quattro sarebbero morte – nel corso delle manifestazioni, che si sono svolte anche a Kabul, dove l’ambasciata Usa è stata chiusa. “Morte ai fantocci americani – grida un manifestante -, morte ai loro agenti che li hanno portati in questo Paese. Stanno insultando questo Paese sacro, il suo popolo e stanno facendo il doppio gioco. Morte all’America”.

La notizia secondo la quale materiale religioso islamico – tra cui copie del Corano – è stato bruciato ha creato un nuovo momento di imbarazzo alla missione dell’Isaf in Afghanistan: “Questo è stato uno spiacevole incidente che non rispecchia il grande rispetto che i militari hanno per le pratiche religiose e per il popolo afgano – ha detto il portavoce della Casa Bianca Jim Carney -. I vertici militari si sono scusati per queste azioni involontarie e l’Isaf sta conducendo un’inchiesta per capire cosa sia avvenuto”.

Anche il presidente afgano Hamid karzai Ha ordinato l’apertura di un’inchiesta approfondita. Oltre a Kabul, la protesta è andata in scena anche a Bagram, dove si trova la base aerea americana teatro del controverso episodio.