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Grecia in salvo, ma restano dubbi sul medio termine

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Grecia in salvo, ma restano dubbi sul medio termine

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Il secondo pacchetto salva-Grecia, faticosamente andato in porto dopo tanti rinvii, permette ai paesi dell’eurozona di guadagnare tempo per stabilizzare i propri conti pubblici ed erigere barriere contro nuovi rischi di contagio.

Ma restano non pochi dubbi sulla capacità della Grecia di risollevarsi nel medio termine.

L’ammontare del nuovo piano di aiuti è di 130 miliardi di euro e si aggiunge a quello del maggio 2010, da 110 miliardi. Senza questo secondo intervento, la Grecia sarebbe stata costretta a corrispondere un rendimento vicino al 26% per collocare i prossimi bond decennali.

“Credo che sia l’ultima occasione per la Grecia – sostiene Dimitris Katsikas, docente all’Università di Atene – le ultime settimane hanno dimostrato che i nostri partner europei stanno perdendo la pazienza e perciò nessuno ci presterà altro denaro”.

L’accordo è stato reso possibile da un maggiore contributo dei creditori privati, che hanno accettato una perdita di valore netto del 75% sui bond ellenici, e anche dalla rinuncia dei profitti da parte della Bce, che farà scendere gli interessi del primo prestito. In cambio, Atene sarà sottoposta a un controllo ancora più rigoroso da parte della Troika sulle scelte di politica economica e di bilancio. Il prezzo politico per salvarsi, o forse soltanto per sopravvivere ancora un po’.