ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Atene: ancora proteste e rabbia all'indomani dell'accordo salva-Grecia

Lettura in corso:

Atene: ancora proteste e rabbia all'indomani dell'accordo salva-Grecia

Dimensioni di testo Aa Aa

I greci si svegliano non meno arrabbiati e scettici dei giorni e dei mesi scorsi all’indomani dell’accordo che ha sbloccato gli aiuti internazionali per il paese. Se i politici tirano il fiato, i greci continuano a manifestare. Stamane sono scesi in piazza i dipendenti pubblici. Il piano d’austerity prevede il taglio di 15 mila posti di lavoro negli enti pubblici entro il 2012, mentre 11 mila erano già stati tagliati lo scorso anno.

Protestano anche i gestori delle stazioni di benzina che, con i prezzi alle stelle, chiedono meno tasse sul carburante e che non si tocchino stipendi e pensioni.

-“Non sono affatto ottimista perché questo prestito ritornerà nelle tasche di chi aveva inizialmente sborsato questi soldi.Tutti coloro che ci avevano prestato del denaro lo avranno indietro. Di questi 130 miliardi di euro la Grecia non ne terrà nemmeno cinque. Quindi dov‘è il guadagno?”.
-“Che soldi? I soldi che ci danno saranno chiusi in cassaforte, in modo che fruttino e che ne possano trarre interesse. Questi sono gli squali del credito. Che soldi e soldi? La Merkel? Hitler? Questi sono conquistatori!”.

Lo scetticismo della piazza è finito anche in prima pagina stamane, con titoli come un “salvataggio a condizione” e “un caro prezzo da pagare”. I greci fanno fronte a un tasso di disoccupazione che sfiora il record del 21% e a dati sull’economia in caduta libera.