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L'accordo salva-Grecia basterà a salvare la Grecia?

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L'accordo salva-Grecia basterà a salvare la Grecia?

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Salvare il paziente o prolungarne l’agonia? Quando si parla della Grecia, non si può più eludere la domanda. Diplomatici ed economisti non si fanno illusioni: nemmeno i nuovi aiuti internazionali basteranno a riscattare il paese da decenni di una dissennata gestione finanziaria.

Il salvataggio ha però ancora un valore politico e i termini dell’accordo sono i seguenti: prestiti per 130 miliardi di euro, essenziali per consentire al governo di onorare i titoli in scadenza a marzo; e un taglio del debito da 100 miliardi. In cambio, l’esecutivo ha messo a punto nuove misure di rigore per 3,3 miliardi di euro e si è impegnato a una riduzione di 150mila posti nel pubblico impiego.

Ai greci sono stati imposti sacrifici enormi, ma i mercati precorrono i tempi e sembrano ormai aver scontato ogni eventualità, compresa quella di un default.

“Non è certo che quest’anno riusciremo a raggiungere l’obiettivo di un deficit al 5,4% – ammette l’analista Nikos Christodoulou – Ma credo che con molto impegno potremo andarci vicino, sperando che le privatizzazioni abbiano gli effetti auspicati”.

Avviate in giugno, le privatizzazioni dovrebbero fruttare 4 miliardi e mezzo di euro entro la fine dell’anno. L’esecutivo che si insedierà dopo le elezioni di aprile dovrà varare nuove misure di austerità pari a 10 miliardi di euro entro il 2015.