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"No ai licenziamenti facili". Proteste in Spagna

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"No ai licenziamenti facili". Proteste in Spagna

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Puerta del Sol a Madrid torna a riempirsi. La piazza simbolo della protesta degli indignados dice no alla riforma del lavoro decisa dal governo popolare.

I due principali sindacati del Paese hanno organizzato manifestazioni in 57 città e dovunque la partecipazione è stata massiccia.

“Credo che sia un modo per togliere il lavoro ai padri e darlo ai figli, pangadoli la metà dello stipendio”, dice un lavoratore in corteo a Madrid.

La Spagna deve fare i conti con oltre 5 milioni di senza lavoro e una disoccupazione giovanile che sfiora il 50%. Le previsioni per il prossimo anno non sono incoraggianti: si rischia la perdita di 400mila posti di lavoro.

Il governo di Mariano Rajoy punta sulla flessibilità, abbassando le indennità di licenziamento e provando a stimolare l’occupazione giovanile.

“Questa è la riforma di cui abbiamo bisogno per non diventare il Paese europeo che distrugge la maggior parte dei posti di lavoro”, ha detto Rajoy intervenendo al congresso del partito Popolare.

L’esecutivo di Madrid cerca di calmare le proteste puntando sull’equità e tagliando di un quarto gli stipendi dei manager pubblici.