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Giornata della disobbedienza in Siria. Emergenza profughi

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Giornata della disobbedienza in Siria. Emergenza profughi

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L’opposizione siriana torna in piazza nella giornata della disobbedienza civile contro il regime di Bashar al Assad.

A Damasco cresce la protesta. Sabato circa 30.000 manifestanti hanno preso parte ad un corteo funebre e le forze di sicurezza hanno ucciso almeno una persona.

Il regime però è messo in ginocchio dalle sanzioni e, secondo alcuni analisti, non sarebbe in grado di tirare avanti per più di sei mesi.

L’Egitto ha richiamato il suo ambasciatore, mentre si muove la Cina: il sottosegretario agli esteri di Pechino, Zhai Jun, ha incontrato i rappresentanti delle opposizioni, dopo il vertice con Assad: “La Cina esorta tutte le parti coinvolte a fermare le violenze e ad avviare una discussione su un piano di riforme politiche”.

La repressione però continua e in molti lasciano il Paese. Circa 6mila persone hanno trovato riparo in Libano, un’emergenza umanitaria che per il governo di Beirut rischia di diventare politica.