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Siria, inviato cinese sostiene progetto di referendum

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Siria, inviato cinese sostiene progetto di referendum

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Ignorando, come era prevedibile, la condanna dell’Onu, il regime siriano continua nella sua offensiva contro i ribelli a Homs. La città è da due settimane sotto i tiri di mortaio. Fonti dell’opposizione affermano che è stata tagliata la corrente elettrica e interrotti i canali di comunicazione e che, per questo motivo, non è possibile stabilire un bilancio delle vittime. I video amatoriali mostrano i tank dell’esercito nelle strade e i palazzi colpiti dai bombardamenti.

In questo contesto si inserisce la visita a Damasco del vice ministro degli Esteri cinese, Zhai Jun, che oggi incontra il presidente siriano Bashar al Assad. Pechino, che insieme a Mosca ha posto il veto contro un progetto di risoluzione delle Nazioni Unite per fermare il massacro in Siria, ha detto di voler contribuire alla ricerca di una soluzione appropriata.

Tra gli abitanti di Damasco, alcuni ci contano davvero:

“Spero che questa visita possa aprire una fase di dialogo. E’ quello che ci serve e la Cina può aiutarci a imboccare la strada giusta”.

“Mi aspetto che ci aiuti a risolvere i nostri problemi. Questa è la mia speranza, che la Cina possa essere un mediatore imparziale”.

Oltre a chiedere la fine immediata delle violenze, l’inviato cinese ha espresso sostegno per il progetto del regime di indire a breve un referendum che dovrebbe aprire la Siria al multipartitismo.