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Rischia ergastolo l'aspirante kamikaze di Capitol Hill

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Rischia ergastolo l'aspirante kamikaze di Capitol Hill

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L’obiettivo era probabilmente il Campidoglio, nei pressi del quale era pronto ad aprire il fuoco e poi a farsi saltare in aria. Ma l’avventura di Amin Khalifi, marocchino di 29 anni e aspirante kamikaze, è finita in un parcheggio di Constitution Avenue, non lontano dalla sede del Congresso statunitense a Washington. Qui è stato arrestato dagli agenti dell’FBI, gli stessi che, fingendosi membri di Al Qaeda, gli avevano fornito pistola e giubbotto esplosivo, entrambi non funzionanti.

Richard Clark, ex addetto alla sicurezza nazionale, sostiene che, “anche se Al Qaeda è stata annientata in Pakistan e in Afghanistan, ci sono ancora individui isolati, in America, che sono pronti a diventare terroristi in modo autonomo, senza contatti con Al Qaeda”.

Incriminato, il giovane marocchino, che viveva clandestinamente negli Stati Uniti, rischia una condanna all’ergastolo. Per un anno è stato pedinato e intercettato, mentre parlava della sua intenzione di compiere un attentato. Gli inquirenti hanno assicurato che in nessun momento ha costituito un pericolo.