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Lettonia al voto per un referendum che divide

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Lettonia al voto per un referendum che divide

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Seggi aperti in Lettonia per un referendum che ha riaperto antiche ferite. In caso di vittoria del si, la lingua russa potrebbe diventare la seconda lingua ufficiale dello stato baltico.

La minoranza russofona rappresenta circa un terzo della popolazione. Ma per i lettoni, che hanno subito cinquant’anni di dominio sovietico, non è soltanto una questione linguistica.

Livija Baumane, elettrice: “Sono un po’ sorpresa che questo tema sia diventato, tutto a un tratto, così pressante. Entrambe le lingue sono di uso comune, ci sono giornali in lettone e in russo. Non capisco perché sia così importante proprio ora”.

Dace Liga, elettrice: “Eravamo a una festa di carnevale all’Accamedia delle arti. E dal momento che siamo cittadine lettoni, siamo venute a votare no”.

Dopo l’indipendenza, raggiunta nel 1991, la Lettonia si è progressivamente affrancata dall’influenza di Mosca, con cui mantiene relazioni non sempre serene. Sebbene la vittoria del si sia considerata improbabile, per la minoranza russa, che si sente discriminata, il referendum ha un valore di test.