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Wulff: il più grande errore di Merkel

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Wulff: il più grande errore di Merkel

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Non un posto di potere, quello del presidente tedesco, ma una carica dall’alto valore simbolico e morale.
Per Angela Merkel, che aveva ritenuto Christian Wulff, due annifa, uomo di altissimo spessore, catapultandolo al più alto scranno del Paese, le sue dimissioni segnano una doppio fallimento: personale e politica.

Era il giugno del 2010. Il delfino del cancelliere è eletto solo al termine di tre scrutini , un record per la nomina del presidente della Repubblica. Merkel infatti impone a tutti i i costi il suo candidato senza consultare l’opposizione e ignorando di fatto il sentimento di un popolo che incoronava Joachkim Gauch, ex attivista per i diritti civili nell’ex Ddr, ma candidato dell’opposizione.

Cattolico, praticante, divorziato e risposato, il giovane Wulff , non era estraneo ai meccanismi della politica berlinese, rappresenta peraltro un possibile sfidante delle Merkel alle legislative del del 2009.

Wulff è costretto a lasciare con l’accusa di interesse privato in ufficio. Un finanziamento a tasso agevolato da un imprenditore amico e qualche notte di vacanza pagata da altri gli costano la poltrona.

Le rivelazioni si susseguono, i media tedeschi mettono in evidenza i tentativi delpreisdente di mettere tutto a tacere, presidente che arriva anche a minacciare il capo redattore del tabloid Bild.

Lo scandalo scoppia alla fine di dicembre ma Wulff, forte del sostegno dei suoi , rifiuta di dimettersi.

Il cancelliere continua a sostenerlo fino alla fine.
subito dopo il ritiro di Wulff, in conferenza stampa, Merkel ha avuto parole d’elogio esprimendo rispetto e rammarico per le sue dimissioni.
“Una delle forze dello stato di diritto è che tratta tutti nello stesso modo”, ha concluso.

Adesso Angela Merkel dovrà trovare un nuovo presidente.

I primi colloqui all’interno della maggioranza inizieranno nelle prossime ore mentre il presidente della Spd si è detto disponibile a trovare insieme alla Merkel un capo dello stato, indipendentemente dal colore politico.

Stefan Grobe, euronews: “È in collegamento con noi da Berlino il corrispondente della televisione tedesca ZDF Frank Buchwald. Frank, le dimissioni di Wulff sono arrivate quasi inaspettate. Cosa ne pensa, chi fai conti ora con le conseguenze politiche?”

Franck Buchwald, giornalista ZDF:

“Le ricadute pesano soprattutto sui Cristianodemocratici e poi sull’intera coalizione. Cdu e Csu hanno scelto Wulff per quell’incarico. Quindi è chiaro che a pagarne le conseguenze è chi governa in questo momento in Germania”.

euronews:

“Il cancelliere tedesco negli ultimi tempi è stato presente quasi solo sulla scena europea, la Grecia è praticamente diventata un tema di politica interna. Quanto questa vicenda indebolirà Angela Merkel nella gestione della crisi dell’euro?”

Buchwald:

“Ora ha di certo molto da fare qui a Berlino. In poco tempo – la procedura prevede entro 30 giorni – dovrà nominare un nuovo presidente. A livello europeo avrà da affrontare problemi più importanti, come la Grecia, una questione spinosa anche all’interno della coalizione. Dovrà risolvere quindi un nuovo problema in un contesto già difficile. Il presidente della Repubblica in Germania svolge un ruolo costituzionale che non gli attribuisce dei reali poteri, contano i suoi interventi, ciò che dice, a che fare con il concetto di fiducia. Il tema della Grecia e degli aiuti qui in Germania è molto dibattuto, ed un presidente che sia critico nei confronti dell’operato di Angela Merkel può significare per lei nuovi problemi”.

euronews:

“Wulff dopo Koehler è il secondo capo di Stato di fila a dimettersi. Cosa ci dice questo della cultura politica tedesca?”

Buchwald:

“Qui a Berlino la situazione è diventata più difficile anche per il presidente della Repubblica. Nella Costituzione tedesca è una specie di sostituto del re. È sopra i Partiti, c‘è proprio scritto nel testo, ma rispetto al passato viene osservato e seguito dai media più da vicino”.

euronews:

“Sarà difficile per la Merkel dopo Wulff riuscire a creare consenso intorno ad un nuovo candidato conservatore alla Presidenza. Qualcosa sta cambiando in vista delle elezioni 2013?”

Buchwald:

“È un’ ipotesi che torna ciclicamente in Germania, la scelta del Presidente della Repubblica anticiperebbe che direzione prenderà il governo del Paese, chi lo guiderà, quale coalizione sarà quella vincente. È una vecchia teoria, che non è mai stata provata: certo l’accordo delle forze nell’assemblea dove si elegge il Presidente può dare un’ idea di quelli che saranno gli equilibri futuri. Si tratta di un’assemblea molto complessa, con rappresentanti del parlamento federale e del parlamento centrale. È veramente una combinazione di poteri molto delicata e di sicuro il risultato ha una certa rilevanza”.