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Incendio Honduras: Lobo promette inchiesta approfondita

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Incendio Honduras: Lobo promette inchiesta approfondita

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Morti come topi in gabbia. Nell’Honduras sconvolto dalla strage di 359 prigionieri nelle carceri di Comayagua, il Presidente Porfirio Lobo annuncia un’inchiesta approfondita sulle cause e la dinamica dell’incendio e predispone la sospensione con effetto immediato dei direttori delle carceri locali e nazionali fino alla fine dell’indagine.

“Sono dei disgraziati: le guardie avrebbero potuto aprire le porte e non lo hanno fatto. Invece di aprire le porte…se sapesse gli spari che c’erano là dentro” dice la moglie di una vittima.

“Dicono che i sopravvissuti sono pochi, lui non è sulla lista… Posso solo sperare in un miracolo” dice la parente di un detenuto.

L’Honduras è classificato dalle Nazioni Unite come il Paese con il più alto tasso di omicidi al mondo. Le sue carceri soffrono di un sovraffollamento cronico. Il Presidente Lobo promette un cambiamento.

“Come misura immediata verificheremo le condizioni di tutti i centri di detenzione per vedere come si possano migliorare le condizioni di molte di queste carceri”.

Secondo la ricostruzione l’incendio potrebbe essere stato appiccato da un detenuto della prigione di Comayagua, città 80 chilometri a Nord di Tegucigalpa. La maggior parte delle vittime dovranno essere identificate attraverso i denti e il dna.