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Grecia, la piazza fa tremare i Palazzi

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Grecia, la piazza fa tremare i Palazzi

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Il crollo di fiducia nella classe politica greca è verticale. C‘è accordo sul piano di nuovi tagli, ma l’ ennesimo impegno per ottenere un nuovo prestito dall’ Europa getta ancora benzina sul fuoco della protesta. Chi manifesta si sente l’agnello sacrificale sull’altare del benessere altrui.

“È ingiusto, è un errore mettere fine allo Stato sociale in Grecia perché possa essere mantenuto nel resto dell’Unione europea”- dice un manifestante nella Capitale.

L’interrogativo per l’ Europa resta il post elezioni greco. Chi vincerà garantirà il rispetto degli impegni presi? È uno dei nodi sul tavolo dell’eurogruppo lunedì. I tagli serviranno ad ottenere il prestito di 130 miliardi di euro e la cancellazione di 100 miliardi di debiti detenuti dai creditori privati.
Ma si moltiplicano le voci che optano per il varo della manovra dopo le elezioni di aprile. Nonostante le rassicurazioni di Atene i partner europei diffidano, gli investitori internazionali aspettano. Il rischio per tutti è l’ingovernabilità. Le Piazze continuano a gridare la disperazione di chi non vede la luce alla fine del tunnel, quando le stime sull’ indebitamento greco sono state riviste al rialzo dalla Troika.