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Grecia: "Finita un'era politica, non sappiamo cosa verrà dopo"


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Grecia: "Finita un'era politica, non sappiamo cosa verrà dopo"

Nikos Konstandaras, direttore e manager del quotidiano Kathimerini, è collegato con Euronews da Atene.

Jon Davies: Nikos, ci sono le elezioni in vista, la prima domanda che viene da porsi è chi vuole essere un politico oggi in Grecia? Perché da una parte c‘è la troika – l’Fmi, l’Unione europea e la Banca Centrale – che deve essere accontentata e dall’altra c‘è l’elettorato, che anch’esso deve essere accontentato. Un elettorato che, va detto, sta mostrando sempre più rabbia e frustrazione nelle piazze greche.

Nikos Konstandaras: Il sistema politico in Grecia è incagliato. Sta cambiando alla velocità della luce. Le cose non saranno le stesse dopo le elezioni, qualunque sia la data. E’ finita l’epoca di una scena politica monolitica, con due partiti che si sono palleggiati il potere negli ultimi 30 anni. E non sappiamo cosa verrà dopo, quindi c‘è incertezza anche su questo.
E vorrei aggiungere che sarebbe molto utile per i nostri partner europei capire cosa sta accadendo in Grecia – dove la legittimità del sistema politico è stato messo alla prova fino al limite. L’Europa dovrebbe giungere alle proprie conclusioni e adottare le misure necessarie perché siamo una sorta di esperimento in corso. Ci sono momenti in cui le cose diventano ingestibili, ed altri in cui potremmo prendere le decisioni giuste e controllare la crisi”.

Euronews: Sarà una campagna interessante, no? Perché i candidati dicono all’elettorato: “vi tagliamo le pensioni, il salario minimo, i contributi sociali, ma votateci!

Nikos Konstandaras: E’ esatto. E’ qualcosa che il nostro sistema politico ha sempre cercato di rimandare. Eravamo sempre in competizione l’un l’altro per cercare di dare di più invece che togliere. Il test qui è l’elettorato perché non ci sono sfumature. Ci sono partiti che hanno sostenuto le riforme e l’accordo con l’Europa, e partiti che lo rigettano completamente. Non c‘è una via di mezzo. Ora la gente deciderà di voler ascoltare il messaggio dei populisti o opterà per la via più difficile consegnando le proprie speranze a chi li ha già delusi più volte? Non dimenticate che i due partiti principali sono quelli che hanno governato la Grecia dal 1974 e che hanno portato il paese a questo punto. E’ una scelta terribile, ora. Non c‘è un’alternativa”.

Euronews: E il tempo stringe, non è così?

Sì. Ma è anche quello che rende le cose molto interessanti a questo punto. E’ come un acceleratore di particelle del Cern, siamo nel mezzo di una collisione, vedremo in che misura siamo europei, metteremo alla prova i nostri legami con l’Europa e gli europei testeranno i propri legami con noi. Vogliono davvero aiutare la Grecia? O vogliono sbarazzarsi del problema greco? E se vogliono sbarazzarsi di noi è perché hanno paura delle ripercussioni della crisi greca sui loro paesi?.. non solo in termini economici, ma anche sociali. Tutto è interessante e assolutamente imprevedibile. Fingerei se vi dicessi che so dove saremo fra tre mesi o un anno.

Grazie a Nikos Konstandaras da Atene.

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