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L'Iran sfida sul nucleare, e tende la mano

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L'Iran sfida sul nucleare, e tende la mano

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L’Iran rilancia la sfida all’occidente, ostentando l’autarchia nucleare: se le sanzioni cui è soggetto il Paese rendono difficile procurarsi il necessario per far funzionare le centrali, Teheran annuncia – e lo sottolinea con la presenza del presidente Ahmadinejad – di aver per la prima volta utilizzato combustibile autoprodotto. Arricchito proprio nel reattore sperimentale nei pressi della capitale, mentre nella centrale di Natanz sarebbero state avviate due nuove centrifughe, più potenti delle precedenti.

Nulla di nuovo, secondo Washington, che chiede comunque di espellere le banche iraniane dalla rete Swift, proprio per bloccare ogni possibile finanziamento al programma nucleare.

Contraria a nuove sanzioni è la Russia, il cui ministro degli esteri, Sergey Lavrov, ha ribadito: una soluzione va cercata con il dialogo.

C‘è, insieme alla sfida, un’apparente disponibilità iraniana a riprendere i negoziati: da Teheran è partita una lettera indirizzata a Catherine Ashton. Gli uffici della responsabile della politica estera europea hanno confermata che la missiva è arrivata, e viene valutata, in consultazione con i Paesi del 5+1: Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania.