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Amianto: al processo Eternit ex-dirigenti condannati a 16 anni

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Amianto: al processo Eternit ex-dirigenti condannati a 16 anni

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Una sentenza storica chiude a Torino il maxi-processo Eternit. Il miliardario svizzero Stephan Schmidheiney e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier de Marchienne sono stati condannati a 16 anni di reclusione ciascuno. Gli ex-dirigenti della grande holding svizzera dell’amianto sono stati ritenuti responsabili per disastro doloso permamente e omissione dolosa di misure anti-infortunistiche.

Il pm Raffaele Guariniello ha commentato: “Questa sentenza dà a tutti non solo in Italia ma nel mondo il diritto di sognare. Sognare che la giustizia ci può essere e che quindi si può e si deve fare”. Il processo è stato il più grande mai celebrato in Europa sulle vittime dell’amianto. Iniziato oltre due anni fa – con 65 udienze, oltre cinquemila parti civili, ha riguardato circa tremila tra morti e malati, e ha portato, oltre alla condanna, circa 80 milioni di indennizzi.

Bruno Pesce, coordinatore del comitato “Vertenza Amianto: “La svolta è questa: anche un personaggio molto potente, o personaggi molto importanti, se fanno morire migliaia di persone, ci passiamo sopra?” “Sappiamo benissimo che non è finita – dice Romana Blasotti Pavesi, presidente dell’associazione che riunisce i parenti delle vittime -, gli ammalati e le vittime ci sono ancora, la bonifica non è completa, la ricerca non è ancora sicura quindi noi dobbiamo ancora andare avanti”.

Mentre i difensori degli imputati pensano già all’appello, il pool torinese guardano già al secondo atto: “La sentenza del processo Eternit – spiega l’inviato di Euronews Enrico Bona – apre la strada a un secondo processo, il cosiddetto ‘Eternit-bis’ a cui la procura di Torino sta già lavorando, gli imputati restano gli stessi, ma questa volta dovranno rispondere per le morti da amianto più recenti, quelle successive al 2008”.