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Il non futuro dei greci

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Il non futuro dei greci

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Sulle proteste di strada e sui disordini, l’Europa ha avuto la meglio.

Votando a favore delle nuove misure di austerità, il parlamento greco ha aperto le porte al nuovo prestito da 130 miliardi di euro dell’Unione europea.

Dopo la reazione delle borse, mercoledì la palla sarà di nuovo nel campo dell’eurogruppo.

I cittadini greci sono allo stremo delle forze. Dopo due anni di sacrifici adesso rimettono tutti nelle mani di Dio.

“La Grecia è alla frutta, non c‘è più speranza, la bancarotta ci travolgerà: soffriremo e subiremo in modo patriotico per dieci anni, per poi trovare la via d’uscita”.

“Non so cosa dire, siamo tutti così spaventati. Penso ci voglia un’esplosione, una grande esplosione di rabbia”.

Un voto drammaticodi domenica notte, che ha animato come non mai la piazza greca. I dirigenti del Paese sperano che con questo nuovo pacchetto la Grecia torni a crescere nella seconda metà del 2013. Negli ultimi due anni, con le precedenti manovre il Paese aveva recuperato un terzo della produttività persa in dieci anni.

Prima di dire sì alla manovra ‘lacrime e sangue’, i leader politici hanno preso la parola. Il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos :

“Bisogna capire che l’alternativa è salvare il Paese a costo di grandi sacrifici o andare avanti verso la catastrofe, dissolvendo il sistema sociale, economico e politico”.

Parole che non hanno convinto i greci, così come non hanno convinto alcuni fra i dirigenti europei. In Germania, per esempio, il ministro delle Finanze Schaeuble sembrerebbe pronto, a lasciare Atene fuori dall’euro.

P.E. Petrakis, ordinario dell’università di Atene:

“È una brutta situazione, i cittadini non possono fare progetti, non possono pensare al proprio futuro, se non pensi al futuro non hai un futuro”.

La strategia del rigore perseguita non solo dalla Grecia pagherà alla fine? Molti mettono in guardia dal ripetere gli errori che portarono alla grande depressione del 1929 e chiedono interventi massicci per rilanciare in Europa la crescita.