ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Grecia: un futuro ancora incerto

Lettura in corso:

Grecia: un futuro ancora incerto

Dimensioni di testo Aa Aa

Serguei Doubine, euronews:

“Abbiamo in collegamento da Atene il giornalista russo Alexei Bogdanovsky testimone di quanto sta accadendo nella capitale. Benvenuto”

Alexey Bogdanovsky caporedattore RIA Novosti:

“Salve”

euronews:

“La reazione del popolo greco all’ultima votazione in Parlamento non è stata favorevole, e anche ora si sentono in sottofondo i rumori della protesta. Il primo ministro può portare avanti il suo piano in un contesto simile?”

Bogdanovsky:

“ Al momento sembra piuttosto difficile. L’Europa perde fiducia nei politici greci, già negli ultimi due anni c’era poco feeling tra le due parti. Nonostante gli aiuti cospicui da svariati miliardi la Grecia non ha adottato tutte le riforme che sono state richieste. Dal canto loro i politici greci pensano che queste riforme siano errate, pensano che la ricetta avanzata da Unione Europea e Fmi sia sbagliata perché al Paese è stato chiesto di tagliare il PIL, il loro prodotto interno lordo, con la speranza di poter tornare a crescere un giorno. Le proteste di massa della notte scorsa sicuramente proseguiranno, magari sotto forme diverse, peggiorando pero’ sempre di piu’ la situazione”.

euronews:

“Nel suo discorso alla nazione il premier greco ha sostenuto che il paese è sull’orlo di un collasso. Dopo queste proteste di piazza pensi che i greci siamo ancora d’accordo con la politica di questo governo?”

Bogdanovsky:

“Molti greci non sono d’accordo con il loro premier. Forse non lo vedono come il diretto interloqutore delle politiche comunitarie, ma sicuramente come un sostenitore degli interessi dell’UE. Pensano che Bruxelles voglia salvare prima le banche e poi i cittadini. Pensano che l’implosione sociale, la povertà siano ormai alle porte, ecco perchè non credono valga la pena continuare ad sostenere misure che anche in passato non hanno portato nulla di buono. La paura del crollo, del defualt è reale, molti pensano di essere già sull’orlo del tracollo. Non credo che possano essere spaventati piu’ di tanto da quello che succederà”.

euronews:

“ Un’ultima domanda. Questo clima di sfiducia esiste sia tra i greci che tra l’establishment politica; quale potrebbe essere la soluzione ai disordini sociali, a queste azioni di disobbedienza piu’ o meno civile, magari le prossime elezioni?”

Bogdanovsky:

“ La maggior parte delle persone ha protestato pacificamente, in 100.000 hanno marciato per le strade. Solo un migliaio hanno danneggiato negozi, appiccato incendi agli edifici. Sono state, e, sono proteste non violente. Certo bisogna ammettere che alcune frange iniziano a scaldarsi; tuttavia politicamente, chiunque avrà la meglio, e vincerà le elezioni, sarà in qualche modo contestato. Ci saranno ancora proteste, la situazione resterà difficile, i partner europei dovrano capire che chiunque vinca le elezioni di aprile dovrà portare avanti i tagli concordati. Ciò significa che la Grecia ha davanti a sè ancora diversi anni pesanti, anni di dure politiche economiche.

euronews:

“ Dunque per il momento possiamo affermare che non ci sono segnali o spiragli che l’attuale situazione migliori a breve. Noi ovviamente continueremo a seguire tutti gli eventi in Grecia. Grazie ad Alessio Bodganovsky”.