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Eternit: condannati a 16 anni gli ex-vertici, sentenza storica

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Eternit: condannati a 16 anni gli ex-vertici, sentenza storica

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Si conclude con due condanne di 16 anni ciascuno per lo svizzero Stephan Schmidheiney e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne il maxi-processo Eternit in Italia. Gremito il Tribunale di Torino dove è stata pronunciata la sentenza della più grande causa mai celebrata in Europa sulle migliaia di vittime dell’amianto. “Sono fortemente commosso – dice uno dei parenti delle vittime -, perché ti passa veramente un film dentro, di quello che è stato, di quello che abbiamo passato, di coloro che non ci sono più e che ci hanno accompagnati in questa lotta”.

I due ex-dirigenti – 64 e 91 anni, mai presenti al processo – sono stati condannati per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure anti-infortunistiche. Gli imputati erano accusati di aver continuato a mantenere operative le fabbriche per ottenere profitto, pur essendo consapevoli della pericolosità dell’amianto.

La condanna – arrivata dopo oltre due anni di processo – riguarda gli stabilimenti di Cavagnolo, a Torino e Casale Monferrato, ad Alessandria, mentre il reato è prescritto per Rubiera, a Reggio Emilia e Bagnoli, a Napoli.