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Siria: settimo giorno di bombe su Homs, spari anche in Libano

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Siria: settimo giorno di bombe su Homs, spari anche in Libano

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È stato un venerdì di sangue in Siria, e si inquadra in un crescendo che sembra ormai inarrestabile. L’esercito avrebbe sparato in varie località per reprimere alcune manifestazioni dopo la preghiera, secondo quanto riferiscono le opposizioni.

Homs, centro nevralgico della rivolta, ha subito il settimo giorno di bombardamenti.

Ad Aleppo, un attentato ha ucciso un numero imprecisato di agenti di polizia, e forse anche dei civili: un’auto imbottita di tritolo è esplosa di fronte alla caserma locale, a dimostrazione, secondo la Tv di Stato siriana, che non si tratta di una rivoluzione, ma di terrorismo. Conflitto interno, secondo la definizione data da Mosca nel momento in cui opponeva il veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro una risoluzione di condanna a carico del governo siriano. L’Arabia Saudita ora ha ripresentato un testo simile all’Assemblea Generale: anche se approvato, non avrà valore legale ma sarà un atto politicamente significativo. Come è significativo, nel senso di una temuta estensione del conflitto, che si sia sparato nella cittadina di Tripoli, nel nord del Libano, dove la comunità sunnita e quella alauita sono in disaccordo su Assad.