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Egitto celebra caduta Mubarak in clima avvelenato

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Egitto celebra caduta Mubarak in clima avvelenato

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L’11 febbraio 2011 Hosni Mubarak lasciava il potere.

Un anno dopo, l’anniversario della primavera araba egiziana è avvelenato dalle contestazioni al Consiglio Supremo delle Forze Armate, accusato di non voler lasciare spazio ad un governo civile.

I movimenti pro-democrazia hanno chiamato il Paese ad una giornata di sciopero generale.

Ma l’opinione pubblica si è divisa. Alcuni temono un ulteriore aggravamento della già sofferente situazione economica.

“Questa è la giornata della celebrazione, non della disobbedienza civile”, dice un egiziano, “Mubarak si è dimesso, e tutti ora stiamo meglio. La cosa importante è che ci siamo sbarazzati del suo sistema corrotto”.

Anche i Fratelli Musulmani, che dominano in parlamento, pur condividendo le ragioni della protesta si sono opposti allo sciopero come forma di contestazione.

L’esercito ha parlato di complotto contro lo Stato e ha annunciato il potenziamento dei presidi delle forze di sicurezza.

La scorsa notte migliaia di persone hanno attraversato il Cairo in direzione dl un blindatissimo Ministero della Difesa, per chiedere ai militari di tornare nelle caserme.