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Turchia, Bağış: "L'Armenia apra i suoi archivi sul genocidio"

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Turchia, Bağış: "L'Armenia apra i suoi archivi sul genocidio"

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Entrare nell’Unione europea per la Turchia resta una priorità nonostante i venti di crisi e le polemiche che accompagnano la diatriba sul genocidio armeno. Turchia come tassello indispensabile per Bruxelles, anche nella delicata crisi siriana.

Gülsüm Alan, euronews:

“È con noi il Ministro turco agli affari europei e Capo negoziatore per l’adesione all’Unione europea Egemen Bağış. Benvenuto a euronews. A Bruxelles, lei ha incontrato il Commissario europeo per l’allargamento, il presidente del Parlamento europeo… ma in questo momento critico l’Unione europea è in piena crisi economica. L’eurozona attraversa una fase critica. Perché la Turchia desidera ancora fare parte dell’Unione europea?

Egemen Bağış, Ministro agli affari europei:

“La Turchia non ha mai guardato all’Unione europea solo sotto l’aspetto economico. Per noi l’Europa è il più esteso progetto di pace dell’Umanità. Se guardiamo alla storia constatiamo come dei popoli che si sono combattuti per secoli vivano attualmente in pace grazie all’Unione europea. E perchè questo progetto pacifico assuma una dimensione mondiale sarà necessario integrare la Turchia nell’Unione europea.

Per la sua geografia la Turchia occupa una posizione strategica, fa da ponte, è può dare a questo progetto una dimensione internazionale. Nonostante le difficoltà economiche che l’Europa sta attraversando, ma non bisogna neppure dimenticare che entro i suoi confini la ricchezza per singolo abitante resta la più elevata. Il programma dell’Unione europea resta il migliore per gli obiettivi che si pone in termini di speranze per l’avvenire.

euronews:

“La Turchia gioca un ruolo importante nella regione. Ma non sta rivolgendosi anche ad altri orizzonti?”

Bağış:

“Come insegna la Storia e come mostra il presente, la Turchia fa da ponte tra oriente ed occidente, tra Cristianesimo e Islam. Anche in fatto di risorse energetiche fa da collegamento tra domanda ed offerta. Un ponte che si estende da Nord a Sud da Est a Ovest e che si consolida di giorno in giorno. E ciò non deve essere visto come un fastidio”

euronews:

“Come pensa la Turchia di aiutare l’Unione europea in piena crisi economica?”

Bağış:

“Visto che la Turchia ha già attraversato momenti molto difficili, possiamo prevedere che l’Unione europea uscirà rafforzata da questa crisi. Non è passato molto tempo, quando 12-13 anni fa, in Turchia ci sono stati periodi in cui i tassi d’interesse hanno sfiorato in una sola notte l’ 8 mila percento.

La prima cosa che l’Europa dovrebbe fare è eliminare l’obbligo di visto per i cittadini della Repubblica turca, una ingiustizia priva di logica e di legittimità. I turchi potranno viaggiare liberamente nei Paesi membri dell`Unione europea. Questo significa che ci saranno più turisti e più denaro speso. Incrementeranno gli affari. Attualmente i cittadini turchi possono viaggiare in 65 Paesi senza visto. Facciamo parte dell’Unione doganiera, il 50% delle nostre esportazioni va in Europa, il 60% dei turisti che visitano la Turchia provengono dall’Unione europea, e nonostante tutto ciò è deplorevole che noi non possiamo circolare liberamente nei Paesi europei.

Il mondo degli affari si è molto sviluppato. La Turchia è attualmente la sesta potenza economica in Europa. Secondo l’organizzazione per lo sviluppo economico la Turchia nel 2050 sarà la seconda potenza economica e fino al 2020 farà registrare la crescità più alta in Europa. Alzare dei muri, chiudere le porte ad un potenziale del genere non ha senso. I turchi non emigreranno in Europa, le cifre di questi ultimi anni mostrano un’inversione di tendenza.

euronews:

“La Svizzera ha aperto un’ inchiesta sulle dichiarazioni in cui lei nega il genocidio armeno. In Francia è passata la legge contro la negazione dei genocidi. La preoccupa che l’iniziative del genere si espandano all’intera Unione Europa?”

Bağıs:

“Tra i principi alla base dell’Unione europea c‘è la libertà d’espressione. Il fatto che alcuni membri dell’Unione europea abbiano votato delle leggi che limitano la libertà d’espressione evidenzia una mancanza di logica, è un atto contrario ai suoi principi fondanti. L’ho detto a Zurigo, lo ripeto qui, e lo dirò ancora altrove, secondo le informazioni di cui siamo in possesso, secondo i nostri archivi, secondo le fonti che abbiamo non ha alcun senso definire gli eventi del 1915 come un genocidio. Sfidiamo l’Armenia e gli altri paesi coinvolti ad aprire i loro archivi. Che si crei una commissione indipendente composta da storici armeni, russi, turchi, europei ed americani. Che tutti questi Paesi aprano i loro archivi così da poter analizzare ciò che è accaduto veramente nel 1915. Altrimenti si tratta di una condanna senza giudizio. Definire gli avvenimenti del 1915 come un genocidio, basandosi unicamente sulle informazioni che abbiamo oggi, svela solo gli sforzi di certe lobby a soffiare sul fuoco dell’odio. E noi rifiutiamo questa logica.

euronews:

“Altri paesi in Europa potrebbero dotarsi di una legge simile a quella francese?”

Bağıs:

“È contro i principi fondanti dell’Unione europea. i 27 dovrebbero a tal proposito prendere una decisione all’unanimità. E al momento è poco probabile che ciò avvenga”.

euronews:

“L’AKP, partito al governo sembra aver perso l’impulso a fare le riforme. Come mai questa perdita di dinamismo ?”

Bağış:

“L’AKP non è stanco di fare le riforme. Nella storia repubblicana è il partito che ha fatto più riforme: per la prima volta dopo 88 anni, è stata celebrata una messa nel Monastero ortodosso di Sumela. Dopo 112 anni i nostri cottadini armeni hanno cominciato a celebrare la loro messa a Akdamar, negli ultimi tempi in Turchia i rapporti tra civili e militari e il Consiglio Supremo militare sono stati riformati”.

euronews:

“L’Unione europea guarda con attenzione alla nuova Costituzione. Cosa intendete fare?”

Bağış:

“Abbiamo creato una commissione con un numero di rappresentanti che rifletta i 4 partiti in Parlamento. È questa commissione che scriverà la nuova costituzione. Organizzazioni non governative, accademici, giornalisti ne sostengono il lavori. Abbiamo inoltre creato un sito internet così che i cittadini possano fare delle proposte. Anche i diversi gruppi religiosi sostengono questa iniziativa.

Una volta che tutti i contributi saranno raccolti, la commissione preparerà una costituzione che spero unirà tutti i cittadini. Che sarà approvata da tutti partiti politici, nella quale ciascun cittadino potrà ritrovarsi e farla propria. Questo permetterà alla Turchia di avanzare nel processo di adesione all’Unione europea.

euronews:

“In Siria, la repressione del regime contro gli oppositori s’intensifica. Che cosa ha intenzione di fare la Turchia per mettere fine a questo massacro?”

Bağış:

Il Presidente del Parlamento europeo ha affermato di recente che la Turchia è il Paese che a riguardo ha fatto le dichiarazioni più coraggiose. Ma vorremmo vedere a nostra volta i Paesi europei pronunciare parole più nette: in una sola notte 300 persone sono state uccise, è la Comunità internazionale che deve fermare tutto questo, che dovrebbe esercitare una pressione molto più forte su Russia e Cina, in quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Migliaia di persone sono state già accolte in Turchia. Abbiamo messo in campo tutti i nostri mezzi. E su ciò che abbiamo intenzione di fare in futuro, permettemi di non rivelarlo alle telecamere e di riservarlo alla discrezione della nostra diplomazia.