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Il Libano accoglie siriani feriti

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Il Libano accoglie siriani feriti

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Per molti feriti siriani la salvezza è arrivata oltreconfine. La Tripoli libanese è ad appena 30 chilometri dalla frontiera e pochi di più da Homs, divenuta il centro delle proteste anti-Assad e anche la città più colpita dalle forze del presidente. I pazienti provenienti dalla Siria preferiscono non farsi filmare e anche l’ospedale non è stato ripreso dall’esterno nel timore di rappresaglie. Questa è la testimonianza di un ferito:

“Sparano contro le ambulanze e appena vedono qualcuno con il camice bianco sparano anche su quello”.

I medici raccontano che all’inizio accoglievano principalmente persone ferite da colpi d’arma da fuoco, ma ora il conflitto si è militarizzato e molti sono raggiunti da schegge di mortaio.

“Chiediamo alla comunità internazionale e ai paesi stranieri di stabilire una zona tampone o una no-fly-zone”.

Se le vittime di quasi un anno di repressione sono circa 5 mila, cifre Onu, è impossibile stabilire il numero dei feriti. Oltre un migliaio sono stati trattati in Libano, ma molti non si presentano negli ospedali nel timore di ritorsioni.