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Grecia: proteste ad Atene mentre la maggioranza firma

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Grecia: proteste ad Atene mentre la maggioranza firma

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L’accordo c‘è, ma non ci crede l’Europa e non ci credono le opposizioni in Grecia: nè le opposizioni politiche, nè quelle sociali.

Ad Atene la sinistra comunista occupava la piazza contro gli ulteriori tagli imposti da Europa e Fondo Monetario per sbloccare gli aiuti da 130 miliardi.

Nello stesso momento i leader dei tre principali partiti, che appoggiano il governo, davano il proprio avallo ai nuovi tagli: un piano che prevede l’eliminazione di un gran numero di sussidi, la cancellazione di 15.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, il taglio di quasi un quarto sul salario minimo.

Un giro di vite inaccettabile per i manifestanti: “Non so se riusciremo a far cambiare idea al governo – diceva una signora – ma quello che vogliamo in realtà è cacciarlo, il governo. Liberarci del governo, dei partiti che lo sostengono e di tutti gliinteressi finanziari che gli stanno dietro”

L’accordo ora c‘è, ma le Borse sono prudenti ed è prudente l’Europa, proprio perché sarà difficile farlo accettare: in piazza, e in Parlamento. Il voto dei deputati, domenica, sarà cruciale: in pratica, ha detto il Ministro delle Finanze, si sceglie se restare nell’euro oppure no. Non è così semplice, per i sindacati, che hanno proclamato due giorni di sciopero generale da oggi.