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Egitto, quale destino per il popolo di Piazza Tahrir

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Egitto, quale destino per il popolo di Piazza Tahrir

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Da un lato i generali, custodi del potere militare, dall’altro i partiti d’ispirazione islamica. Ad un anno dalla rivoluzione, cosa accade in Egitto?

L’11 febbraio scorso Piazza Tahrir festeggiava il ritiro di Mubarak dalle scene politiche. Sembrava l’inizio di una nuova èra.

Una vittoria popolare contro un Presidente che è rimasto attaccato al potere fino all’ultimo giorno. Sostenuta dai militari.

Da Mubarak il potere è passato così âl Consiglio Supremo delle Forze Armate guidato dal Maresciallo Mohammed Hussein Tantawi. Spetta a lui nominare i Ministri e guidare la transizione verso il potere democratico.

Per la prima volta gli egiziani hanno potuto eleggere in modo diretto e trasparente i propri rappresentanti. I 2/3 dei seggi sono andati a partiti islamici..Vincitori assoluti delle elezioni.

Nulla di strano secondo alcuni osservatori.

John Bradley, è un giornalista britannico. Già nel 2008 aveva previsto ciò che è accaduto a Piazza Tahrir.

John Bradley afferma: “ Queste elezioni non sono state nè libere nè trasparenti. Non sono trasparenti perché gli islamisti hanno avuto 3 anni per costruirsi dei network politici e sociali, mentre i liberali hanno iniziato nel momento in cui sono stati formati i loro partiti. Inoltre non possono essere considerate libere se come hanno affermato gli stessi partiti salafisti ci sono stati finanziamenti dai Paesi del Golfo Arabico”.

Ali Sheikholeslami,Euronews: “Quindi secondo lei queste elezioni non sono la vittoria del popolo egiziano?”

John Bradley:“No. Tecnicamente non c‘è stata nessuna rivoluzione egiziana. Si è trattato di un colpo di Stato. I militari che guidano il Paese dal 1952 hanno sacrificato il Presidente, lasciando che gli islamisti s’insediassero nel vuoto di potere creatosi. I partiti istituiti dai rivoluzionari hanno ottenuto circa il 2% del totale dei voti. Non mi sembra che si possa parlare di un movimento rivoluzionario e di una vittoria elettorale”.

Ali Sheikholeslami, Euronews: “Cosa riserva il futuro all’Egitto?”

John Bradley: “Il futuro dell’Egitto appartiene agli islamisti. Non vedo altri scenari possibili. Se ci sarà un’altra ondata di manifestazioni spontanee della popolazione contro i militari, gli islamisti non avranno scelta se non sostenerla. Il che gli garantirà la vittoria. Se non ci saranno altre sollevazioni, continuerà il patto tra la giunta militaere e gli islamisti. Quindi un’altra vittoria. In ogni caso il movimento liberale verrà decimato.

Forti nelle strade, inesistenti nelle istituzioni. Liberali e riformisti temono che l’alleanza tra islamisti e militari allontani l’Egitto dal processo di riforma.