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Defezioni a raffica nel governo greco contro il piano d'austerity

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Defezioni a raffica nel governo greco contro il piano d'austerity

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Dimissioni a pioggia nel governo greco contro il piano di austerity voluto dalla troika, mentre ad Atene è guerriglia urbana.

Sono sei tra ministri e viceministri a lasciare il governo di coalizione del premier Lucas Papademos, mentre George Karatzaferis, leader del partito di estrema destra Laos, annuncia che voterà contro i tagli da 325 milioni di euro necessari per sbloccare i fondi salva-Grecia.

Il prossimo vertice dei ministri delle Finanze europei è fissato per mercoledì, ma nel frattempo il Parlamento dovrà approvare la manovra e il governo elaborare indicazioni chiare sui tagli.

Karatzaferis ha dichiarato che non intende votare un piano che “umilia il paese”. Nonostante le defezioni, la coalizione al potere ha ancora l’appoggio necessario per approvare, domenica, le misure di rigore che sbloccheranno 130 miliardi di euro in aiuti.

La risposta dei greci è sotto gli occhi di tutti. Nella prima delle due giornate di sciopero generale si sono verificati scontri tra manifestanti e polizia. Un manifestante:

“Un lavoratore non sarà in grado di vivere con gli stipendi dettati dai nuovi tagli. Molta gente perderà il posto di lavoro. E chi l’avrà non riuscirà a tirare avanti”.

Secondo la stampa più di 20 parlamentari nelle file dei socialisti dell’ex premier George Papandreou voteranno no.

“Per me questo accordo è inaccettabile. Prima di tutto non ci dà speranza. E poi saremmo più soddisfatti, nonostante le privazioni, se ci fosse un piano che ci assicurasse qualcosa di meglio e che non si limitasse soltanto a ritardare il fallimento del paese”.

Il piano d’austerity prevede una riduzione del 22% del salario minimo e la soppressione di 15 mila posti di lavoro nel settore pubblico. Misure che riporterebbero il debito greco dal 160% al 120% del Pil entro il 2020.