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Regna il caos a Malè, la capitale delle Maldive, dopo le dimissioni forzate del capo dello stato, Nasheed.

Su di lui pende un mandato d’arresto, ma le autorità dicono di averlo sospeso fino a nuovo ordine. L’ex capo dello stato non vuole lasciare il paese e chiede alla comunità internazionale di prendere atto di ciò che accade nell’arcipelago. “Se non agiranno subito certo domani sarà troppo tardi”, dice alle telecamere.

Il nuovo regime, guidato dall’ex vicepresidente Waheed, nega risolutamente di aver compiuto un colpo di stato per eliminare il presidente e si dice all’opera per costituire un governo di unità nazionale.

Da due giorni per le strade dell’arcipelago è il caos. Centinaia di sostenitori di Nasheed, accusando la polizia di aver compiuto un golpe, in molte isole hanno preso d’assalto i commissariati.

Gli esponenti del nuovo governo puntano a dare di se’ un’immagine rassicurante e sottolineano che non è stata in nessun momento violata la Costituzione.

Sul terreno però la situazione resta difficile. A Malè un corteo con alla testa l’ex presdiente Nasheed è stato disperso dagli agenti, che hanno usato bastoni e manganelli e gas lacrimogeni.

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