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Grecia: niente accordo tra partiti su pensioni

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Grecia: niente accordo tra partiti su pensioni

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Le pensioni fanno da spartiacque. I partiti greci non trovano l’accordo sul punto più dolente delle richieste che la troika impone ad Atene per accedere al nuovo piani di aiuti. Una cura dimagrante che tocca anche le pensioni integrative. Ma i leader ellenici non sono disposti ad addossarsi la responsabilità di una scelta che peserà per decenni sulla società. Antonis Samaras, leader del nuovo partito conservatore democratico:

“Le pensioni sono la questione centrale. In queste ore difficili dobbiamo pensare alla gente comune, ai pensionati. E’ il mio dovere. E’ mio dovere non cedere nei negoziati. E non mi importa se alcuni fraintenderanno la mia posizione”.

Tra le misure richieste, tagli del 20% ai salari minimi. Il leader dell’estrema destra George Karatzaferis è sulla stessa posizione.

“Rispetto la battaglia condotta dai vari leader e dal Premier. Ma io non posso in un’ora prendere decisioni che cambieranno la vita del Paese per i prossimi 40, 50 anni”.

La riduzione delle pensioni è il punto più controverso. Ma circa 15.000 licenziamenti sono previsti per il settore pubblico, fusioni dei fondi previdenziali e privatizzazioni per un totale di 50 miliardi circa. Senza un accordo l’Eurogruppo non potrà sbloccare 130 miliardi di euro indispensabili per evitare il default a marzo.