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Le nuove misure di austerità scatenano la rabbia non solo della popolazione, ma anche di molti politici. Il vice-ministro del Lavoro – membro del partito socialista PASOK – ha rassegnato le dimissioni, parlando di provvedimenti non solo duri, ma anche dolorosi per i lavoratori.

In parecchi gli fanno eco, come il leader del partito di estrema sinistra Syriza Alexis Tsipras: “Il crimine commesso contro la popolazione greca, contro il Paese, non può essere consentito. La bancarotta non passerà”.

Voci di critica e di protesta si sono alzate anche al Parlamento di Atene: “È stato dimostrato che siete un governo pericoloso – dice Spiros Chalvatzis, del partito comunista -. In modo cosciente, avete riportato il Paese indietro di 60 anni, lo avete trascinato alla povertà, a chiedere l’elemosina, alla disperazione. E tutto questo per difendere la classe benestante e quella degli affari”.

A difendere il piano del governo ci pensa il ministro della Sanità, pur riconoscendo i rischi in termini politici che potrà comportare, soprattutto in vista delle elezioni in programma a marzo o aprile: “Sappiamo di certo che ci saranno conseguenze per le decisioni che abbiamo preso – dice Andrea Loverdos – ma d’altra parte, è una strada che dobbiamo assolutamente percorrere”.

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