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Alle Madive i sostenitori del defenstrato presidente Nasheed continuano a testimoniargli la loro vicinanza.

E l’ormai ex capo dello stato, dimessosi per l’ammutinamento della polizia e le pressioni dell’esercito, grida al complotto.

Davanti ai suoi, l’unico presidente eletto democraticamente nella storia dell’arcipelago, dice di essere rimasto vittima di una manovra.

“Sono stato costretto a dimettermi sotto la minaccia dei fucili. Mi hanno detto che non avrebbero esitato a sparare, se non avessi lasciato l’incarico”.

Mohamed Nasheed ora rischia tre anni di carcere: la polizia ha scoperto 100 bottiglie di alcolici nella residenza presidenziale. E alle Maldive, abitate quasi esclusivamente da musulmani, la semplice detenzione di prodotti alcoolici al di fuori dei circuiti turistici, costituisce un reato penale.

Nessun comento finora dal nuovo capo dello stato, l’ex vicepresidente Waheed, dopo il giuramento impegnato a costituire un governo di unità nazionale.

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