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Le speranze deluse della Lega Araba


Siria

Le speranze deluse della Lega Araba

Libia e Siria, destini che non devono incrociarsi. Lo ripete la Lega Araba, ma in crisi di credibilità senza precedenti stenta a farsi udire.

I piani per la transizione pacifica proposti in questi mesi a Damasco sono stati regolarmente ignorati o bollati come ingerenze.

L’ ultimo sonoro “no” del governo siriano è stato pronunciato nella notte del 23 gennaio scorso.

Assad doveva acconsentire a trasferire i poteri al suo vice ed un nuovo governo di unità nazionale sarebbe stato costituito. Il piano della Lega Araba prevedeva poi l’organizzazione di elezioni democratiche da svolgersi sotto la supervisione internazionale.

Russia e Cina hanno impedito che tale via per la transizione incassasse formale sostegno politico. A causa del veto posto dai due Paesi la risoluzione sulla Siria non è stata infatti adottata dal Consiglio di Sicurezza dell’ Onu.

Un nuovo colpo alla diplomazia araba costretta alla fine di gennaio a sospendere la missione degli osservatori a causa della recrudescenza delle violenze. Decisione che rammarica il regime, fa sapere Bashar Al Assad. Il dialogo con Damasco perseguito oltre ogni clamoroso diniego è rimasto finora l’asse della mediazione panaraba. I leader dell’organizzazione allontanano lo spettro dello scenario libico, e perseverano nel ricercare una soluzione regionale.

Nabil Elaraby, segretario generale della Lega Araba:

“Non ci sono alternative a questa linea. L’ipotesi di una operazione chirurgica – come avvenuto in Libia, non può applicarsi in Siria. Nessuno intende farlo, noi come Lega Araba, non vogliamo. L’altra opzione è fornire al malato in gravi condizioni le medicine necessarie. Ed è quello che stiamo facendo, stiamo cercando di mantenere la situazione sotto controllo”. Una linea che di fatto scontenta tutti. Ignorata da Damasco, l’azione di pacificazione è stata bocciata dall’opposizione siriana che la ritiene inutile e dannosa.

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