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Gli internauti europei contro Acta per la libertà di espressione. I navigatori del web si mobilitano questo sabato a livello europeo contro l’accordo anti-contraffrazione sulla proprietà intellettuale. La petizione contro Acta ha già raccolto un milione e 750 mila firme.

Il trattato, frutto di circa 5 anni di discussioni, è stato siglato da una quarantina di paesi e varie multinazionali: a gennaio anche 22 dei 27 stati membri l’hanno sottoscritto, ma entrerà in vigore solo dopo l’approvazione del Parlamento europeo a giugno.

Le manifestazioni contro il testo si sono moltiplicate in tutta europa. Sabato scorso duemila persone sono scese in piazza a Ljubliana, in Slovenia. Le proteste in Polonia hanno portato il premier Donald Tusk a sospendere il processo di ratifica, “non essendo state consultate adeguatamente – ha detto – tutte le parti in causa”.

Che il trattato sia controverso lo evidenziano anche le dimissioni del relatore Kader Sharif, il quale ha riferito che la trasparenza sul tema è stata scarsa sin dall’inizio. L’accordo, definito a più voci “liberticida”, potrebbe consentire un’intrusione senza precedenti nei dati degli utenti.

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