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Damasco accoglie festante il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

Il veto di Mosca ad una risoluzione Onu sulla Siria protegge il regime di Bashar al Assad che prosegue nel massacro delle città ribelli.

Dopo il fallimento delle Nazioni Unite, si muove la Turchia con il premier Erdogan che annuncia una nuova iniziativa diplomatica.

100-200 i morti nelle ultime 24 ore – impossibile avere un dato certo – poche le testimonianze da Homs. Le telecamere entrano in un ospedale, dove i feriti gravi attendono appoggiati al muro e all’esterno non cessano i bombardamenti sulla popolazione.

L’Italia ha richiamato il suo ambasciatore, come già hanno fatto altri Paesi occidentali. Ma il regime tira dritto e annuncia nuove operazioni contro quelle che definisce bande di terroristi. Mentre l’Unicef denuncia: sono 400 i bambini uccisi in 11 mesi di rivolta.

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