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Grecia: Ue rilancia allarme default, proteste ad Atene

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Grecia: Ue rilancia allarme default, proteste ad Atene

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Stretta in una morsa di proteste interne e pressioni internazionali, la Grecia scivola verso il rischio di insolvenza.

Mentre migliaia di cittadini assediano il parlamento nel giorno dello sciopero generale, l’Unione europea rilancia l’allarme fallimento. Il governo, tra due fuochi, temporeggia sull’applicazione del piano di austerity che garantirebbe nuovi aiuti, pari a 130 miliardi di euro.

L’accordo fra Atene e i creditori internazionali prevede nuovi tagli a stipendi e pensioni.

“Qui non c‘è un Ercole che possa affrontare l’Idra di Lerna da solo – dice il ministro delle Finanze Evagelos Venizelos – Tutti insieme dobbiamo, senza meschinità e senza arroganza, combattere questa battaglia, per convincere i cittadini greci, per dare loro un quadro completo del programma e procedere verso la decisione che abbiamo preso: rimanere nell’euro, per restare in Europa, e lottare per recuperare terreno”.

La firma del documento imposto dai creditori per sbloccare il secondo pacchetto di aiuti è prevista per oggi. L’alternativa è il fallimento e per le strade di Atene alla rabbia si alterna lo sconforto.

“Ci stanno trascinando nel fango – si sfoga un pensionato – Proprio non capisco”.

“I politici – dice un’anziana signora di Atene – dovrebbero dimettersi e lasciare le persone – che loro stessi hanno distrutto e che bestemmiano per le strade – libere. Abbiamo lavorato 30 anni per avere una vita migliore e ora loro hanno compromesso la situazione”.

Nel Paese fermo il trasporto pubblico e chiuse le scuole, mentre gli ospedali garantiscono solo le emergenze.