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Tra le proteste di un gruppo di esuli, il Giappone ha anche quest’anno celebrato una giornata dedicata alle isole Curili, oggetto di una disputa con la Russia sin dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Il governo di Tokyo si è impegnato a rilanciare i negoziati con Mosca, e il primo ministro Yoshihiko Noda spera in una intesa.

“L’ambiente strategico nella regione tra Asia e Pacifico è cambiato, e i rapporti tra Russia e Giappone assumono nuovo significato. Per conto mio continuerò con determinazione a trattare con la controparte fino a raggiungere un accordo tra i due paesi”.

Trovare una soluzione definitiva alla disputa che oppone Russia e Giappone sarebbe utile a entrambi i paesi, come sottolinea un alanista politico, Jeffrey Kingstone:

“Le opportunità per il Giappone di concorrere alla modernizzazione dell’estremo Oriente e della Russia sono enormi. La Russia certamente intende ricavare delle grandi utilità e così anche i giapponesi. Insomma è una classica situazione da “doppio vincitore”.

Le isole oggetto di disputa sono anche ricche di idrocarburi e di altre materie prime: un elemento che certo non favorisce la stipula di accordi in tempi rapidi.

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