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Strage di Utoya: Breivik chiede libertà e medaglia

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Strage di Utoya: Breivik chiede libertà e medaglia

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“Liberatemi subito, merito una medaglia al valor militare”: all’udienza del tribunale di Oslo Anders Behring Breivik si concede ai media e rivendica fiero le stragi a Oslo e all’isola di Utoya, compiute, ha detto, per ‘‘difendere la popolazione etnica norvegese’.’

Ma per la corte resta in carcere fino al processo di aprile e alla seconda perizia, dopo la prima che lo ha definito affetto da ‘‘schizofrenia paranoide’‘ e dunque penalmente irresponsabile.

“Era molto arrogante ed è stato difficile per me”, racconta una delle sopravvissute presente in aula, Anette Davidsen, “perché a giudicare dal suo sguardo quando è entrato, non credo che si rammarichi di quello che ha fatto”.

“In un primo momento è stato uno shock perché era sorridente e posava”, dice Helene Georgsen, “si stava davvero godendo l’attenzione dei media che ha ottenuto. E io l’ho davvero percepito”.

Lo scorso 22 luglio, Breivik ha ucciso otto persone nella capitale e 69 in una sparatoria all’isola di Utoya, durante il raduno dei giovani laburisti, in quello che è stato definito il peggior massacro compiuto in territorio norvegese dopo la seconda guerra mondiale.