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Siria: esplosione di violenza dopo veto Russia-Cina

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Siria: esplosione di violenza dopo veto Russia-Cina

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La domenica di sangue in Siria all’indomani del veto di Russia e Cina in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sono state 56 le persone rimaste uccise negli scontri e le violenze che si sono aggravati ieri, in varie regioni del Paese. Ventotto sono civili tra cui 5 sarebbero bambini. La maggior parte delle vittime nella regione di Homs, focolaio della protesta contro il Presidente Bashar Al-Assad.

“La paralisi del Consiglio di Sicurezza con il veto russo seguito dalla Cina quando 13 Paesi su 15 erano pronti ad approvare una risoluzione, getta sulle Nazioni Unite e sul Consiglio di Sicurezza in particolare una sorta di macchia, una colpa morale” ha commentato ieri il Ministro degli Esteri francese Alai Juppé.

La bozza di risoluzione preparata in Consiglio di Sicurezza e bocciata da Russia e Cina non prevedeva alcun tipo di intervento di forza contro Damasco, bensì una transizione guidata, come ha spiegato il ministro degli Esteri britannico William Hague:

“Non possiamo certo votare una risoluzione che autorizzi azioni militari di qualsiasi tipo perché un’azione del genere non sarebbe legale”.

La notte tra sabato e domenica è stata una delle più violente in Siria da mesi: un bombardamento ad Homs ha fatto, secondo le Ong siriane, 230 morti. Un’azione nella quale l’esercito regolare di Damasco nega ogni coinvolgimento.