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Negoziati serrati quanto difficili ad Atene in seno alla coalizione di governo sulle nuove misure da varare in cambio degli aiuti internazionali.

Nel week end il premier Lucas Papademos non è riuscito a convincere né la destra né i socialisti, che giudicano inaccettabili per il paese già in recessione l’ulteriore rigore imposto dalla Troika.

La decisione slitta quindi a martedi, mentre Parigi e Berlino mettono la pressione: “L’Europa è un luogo dove tutti hanno dei diritti ma anche dei doveri”, ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, “E non si possono reclamare i propri diritti senza assumersi i propri doveri. Il tempo stringe, è una questione di giorni. Ora bisogna concludere, bisogna firmare e decidere”.

Il nuovo pacchetto di aiuti potrebbe raggiungere i 170 miliardi di euro.

“Come il presidente francese”, ha aggiunto il cancelliere tedesco Angela Merkel, “sostengo l’idea che i pagamenti degli interessi del debito siano versati in un conto separato, per essere sicuri che la Grecia abbia sempre questo denaro a disposizione”.

I sindacati, dal canto loro, non intendono sottoscrivere accordi che vanno a pesare su una popolazione a cui già è stato chiesto molto.

Domani l’ennesima giornata di sciopero generale per dire no alla nuova austerity.

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