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William nelle Falklands-Malvine, l'Argentina non apprezza

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William nelle Falklands-Malvine, l'Argentina non apprezza

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La presenza del principe William nelle Falklands-Malvine è per l’Argentina una “provocazione da conquistatori”.

Solo una missione di routine, ribatte Londra, un addestramento di sei settimane come pilota di elicotteri.

Un’esercitazione che, trent’anni dopo la guerra tra i due paesi, getta olio sul fuoco della contesa sulla sovranità delle isole, sotto controllo britannico dal 1833 e reclamate da Buenos Aires.

“Chiaramente il governo argentino e molti argentini pensano a una provocazione, cosa che li ha davvero sconvolti”, commenta l’analista Nigel Inkster, “E, ovviamente, non c‘è niente che possano fare al riguardo”.

Ma qualcosa stanno cercando di fare: a Caracas, dove Hugo Chavez festeggia i vent’anni dal suo golpe mancato, il presidente ecuadoregno Rafael Correa propone al vertice dei paesi latino americani dell’Alba di passare all’azione: “Penso che abbiamo bisogno di prendere decisioni più concrete e più forti: sanzioni latino-americane contro la Gran Bretagna o, per esempio, uscire in blocco dal Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca”.

Non estranei al riaccendersi della tensione, gli otto miliardi di barili di petrolio delle acque dell’arcipelago e l’inizio delle esplorazioni da parte di alcune imprese britanniche.