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Grecia: partiti in disaccordo sull'austerità chiesta dalla Troika

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Grecia: partiti in disaccordo sull'austerità chiesta dalla Troika

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Nessun accordo è stato raggiunto ad Atene tra i partiti greci, slitta a questo lunedì la decisione in merito alle riforme imposte dalla Troika in cambio dei nuovi prestiti internazionali.

Il premier Lucas Papademos non ha convinto le principali forze politiche, socialisti, destra ed estrema destra, a sottoscrivere l’accordo per una nuova, ulteriore austerità.

Misure che i sindacati non sono disposti a sottoscrivere ma che non piacciono neppure ai popolari ortodossi del Laos: “Non contribuirò”, ha spiegato Giorgos Karatzaferis, leader del partito di estrema destra, “all’esplosione di una rivoluzione provocata dalla miseria che poi divamperà in tutta Europa”.

In un paese scosso da un forte malcontento sociale e da scioperi a ripetizione, il nuovo rigore prevederebbe altri tagli ai salari minimi, alle tredicesime, alle pensioni complementari, ai costi della difesa e della sanità.

Ma senza i nuovi prestiti internazionali, la Grecia potrebbe fallire a marzo, uno scenario evocato dallo stesso presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker.