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Egitto: continuano le proteste dopo gli scontri allo stadio

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Egitto: continuano le proteste dopo gli scontri allo stadio

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Secondo giorno di proteste e almeno tre morti in Egitto, uccisi da colpi d’arma da fuoco esplosi dalla polizia: due delle vittime a Suez, una al Cairo, dove stamane i manifestanti hanno preso d’assalto il Ministero dell’Interno. La collera, contro il regime militare, è legata agli incidenti di mercoledì allo stadio di Port Said, dove sono morte 74 persone. Molti sospettano la polizia di voler seminare il caos, per boicottare la rivoluzione. E allo stadio avrebbero deliberatamente lasciato fare:

“Io sono di Al Atras, tifo per l’Al-Ahly e accuso la polizia per ciò che è successo. Di solito veniamo perquisiti all’ingresso nello stadio, questa volta non ci ha perquisiti nessuno”

“Non erano solo scontri tra tifoserie, è stato un incidente premeditato. Il consiglio militare ne è responsabile, perché ha promesso di garantire la sicurezza per gli incontri di campionato. Penso che dovrebbero andarsene, non sono gente affidabile”.

A piazza Tahrir, centro nevralgico della rivoluzione, nel pomeriggio torneranno a manifestare migliaia di persone, chiamate a raccolta da una trentina di movimenti e associazioni. Una protesta che è anche politica, legata oltre che agli incidenti di mercoledì anche alla delusione per un cambiamento più lento del previsto e un processo elettorale elefantiaco e poco trasparente.