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Chiude la Malev, settemila passeggeri a terra

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Chiude la Malev, settemila passeggeri a terra

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La sospensione delle attività della compagnia aerea ungherese Malev ha lasciato a terra almeno 7000 passeggeri.

Una sessantina i voli cancellati nella sola giornata di venerdi, che hanno finito con il creare una situazione di emergenza nell’aeroporto di Budapest.

Qui più di tremila persone hanno dovuto cercare una soluzione per rimettersi in viaggio. Nelle stesse ore una compagnia low cost irlandese ha annunciato 26 nuovi collegamenti con la capitale ungherese.

Molti gli stranieri rimasti intrappolati, come questo turista spagnolo, che lamenta di non poter far nulla con l’annunciato rimborso del biglietto.

Una passeggera francese invece si arrabbia con un dipendente dello scalo, protestando per le scarse informazioni fornite.

Dopo l’uscita di scena di Malev il governo di Budapest fa sapere di non avere i mezzi finanziari per creare una nuova impresa.

Forse pensava a ciò, questo viaggiatore ungherese, per il quale con Malev viene meno anche una certa immagine positiva del paese. “Esisteva da 66 anni, ma per chiuderla sono bastati pochi mesi”.

La società ha giustificato la sospensione delle attivitâ con la scarsa liquidità, conseguenza dell’obbligo stabilito dall’Unione europea di restituire allo stato un indebito aiuto finanziario.

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